La salita a Cima Lastè, nel gruppo del Monte Cavallo, è un’escursione intensa e molto panoramica nel cuore dell’Alpago, con partenza da Malga Pian Grant, passaggio dal suggestivo Rifugio Semenza e arrivo su una cima che regala uno sguardo aperto a 360° tra montagne, valloni e grandi pendii erbosi.
Il giro inizia sopra la località di Col Indes, nel comune di Tambre, raggiungibile salendo dalla zona del Fadalto e poi verso l’Alpago. Alla Malga Pian Grant, a circa 1116 m, si lascia l’auto nel parcheggio. Attenzione: il parcheggio è a pagamento e, al momento del giro, il costo era di 10 € per 48 ore, senza tariffa giornaliera e con pagamento in monete.
Dalla malga si segue inizialmente la strada forestale per circa 800 metri, fino al bivio con la strada che arriva dalla Baracca degli Alpini e da Casera Palantina. Superata la sbarra, si prosegue fino al cartello che indica il sentiero verso il Rifugio Semenza. Qui si lascia la strada e si sale nei prati, superando una prima malga prima di entrare nel bosco.
La salita nel bosco è piacevole ma costante. Il sentiero prende quota con pendenza media, disegnando una serie di svolte tra gli alberi. Dopo circa un’ora l’ambiente cambia: il bosco comincia ad aprirsi, compaiono prati e alberi più radi, e davanti si alza il Cimon di Palantina, con il suo ripido versante Sud.
Proseguendo ancora con pendenza regolare, si raggiunge la fine del boschetto. Da qui il sentiero diventa più panoramico e taglia il pendio con andamento meno ripido. Sotto si apre la Val de Piera, che sale verso il rifugio passando nella zona del Sasso della Madonna. Il percorso attraversa tutto il versante sotto Cima delle Vacche, una montagna molto interessante anche in chiave scialpinistica.
Questa parte è una delle più belle del giro, ma richiede attenzione. Si affrontano alcuni tratti esposti, con grosse pietre e fondo non sempre comodo, fino a raggiungere l’incrocio con il sentiero 923 che sale dalla Baracca degli Alpini. Da qui mancano ancora circa venti minuti al rifugio (anche se un cartello indica 30 minuti), ma non bisogna abbassare la concentrazione: poco prima del Rifugio Semenza ci sono passaggi esposti e tratti su pietra liscia, dove è facile scivolare.
Il Rifugio Semenza, posto a quota 2020 m, è uno dei punti più importanti dell’itinerario e rappresenta già una meta di grande soddisfazione. Dal parcheggio al rifugio il tempo è di circa 2 ore e 30 minuti.
Dal rifugio si passa dietro l’edificio e si raggiunge la zona di Forcella Lastè, presso cui si trova anche il bivacco invernale. Si segue inizialmente il sentiero 925, per poi lasciarlo quasi subito e prendere il 924, che sale a destra tra roccette, prati e terreno aperto. Da qui la traccia diventa meno obbligata e più libera: non è una salita tecnicamente difficile, ma richiede attenzione nell’orientamento e nei passaggi su roccette e terriccio.
Si supera un primo dosso e poi, con qualche passaggio su roccia e altri tratti su terreno vario, si guadagna finalmente la vetta di Cima Lastè, a circa 2247 m.
Dalla cima il panorama è il vero premio della giornata. Lo sguardo può spaziare a 360° sull’Alpago, sul gruppo del Monte Cavallo, sulle valli circostanti e, nelle giornate limpide, verso orizzonti molto ampi. Nel mio caso la vista verso sud era parzialmente nascosta da grandi nuvole, ma l’ambiente restava comunque potente e suggestivo.
È un’escursione da raccontare perché ha tutto ciò che rende speciale una giornata in montagna: una partenza tra malghe e boschi, una salita progressiva, il passaggio al Rifugio Semenza, un tratto finale più selvaggio verso Cima Lastè e un panorama di vetta che ripaga ogni metro di dislivello. Non è però un itinerario banale: i tratti esposti, il fondo liscio o detritico e la salita finale non obbligata richiedono passo sicuro, buona visibilità e attenzione costante.
Dalla Cima Lastè si rientra inizialmente lungo lo stesso percorso dell’andata, scendendo con attenzione fino al Rifugio Semenza. Dal rifugio si prosegue ancora sul tracciato già percorso in salita, fino a raggiungere la deviazione con il sentiero 923, che scende verso il Sasso della Madonna.
Qui il carattere del rientro cambia decisamente. Il sentiero perde quota in modo molto rapido, su terreno ripido e spesso coperto di ghiaino. È un tratto da affrontare con attenzione, perché il fondo rende facile scivolare, soprattutto in discesa. Prima si scende su una specie di ghiaione, poi tra rocce ed erba, continuando a perdere quota velocemente fino a raggiungere, dopo circa 30 minuti, il Sasso della Madonna, in una zona più erbosa.
Dal Sasso della Madonna il sentiero continua a scendere lungo la Val de Piera, ancora con pendenza sostenuta. Dopo alcune curve si raggiunge prima il fondo della valle e poi l’area attrezzata della Baracca degli Alpini. Da qui il percorso diventa più comodo e prende l’aspetto di una mulattiera, con alcuni saliscendi che accompagnano il rientro lungo la valle.
Si prosegue fino all’incrocio con il ramo che porta verso Casera Palantina. Qui si tiene la destra e, in leggera discesa, si attraversa un bel bosco di faggi fino a ritrovare il bivio incontrato all’andata sotto le malghe. Da questo punto, in breve, si segue il percorso già fatto al mattino e si rientra al parcheggio di Malga Pian Grant.
Salita effettuata da Barbara, Beatrice e Federico il 18 agosto 2026




























