Il nostro giro parte dal parcheggio di Palafavera, nei pressi della partenza della seggiovia. Dopo pochi metri in direzione Zoldo, imbocchiamo la strada forestale che sale verso Malga Pioda, seguendo il sentiero CAI 564. La prima parte dell’itinerario risale nel bosco con diversi tornanti, alternando la strada principale ad alcune scorciatoie che permettono di tagliare il percorso, fino a uscire gradualmente in ambiente più aperto.
Arrivati alla zona di Malga Pioda, il panorama inizia ad allargarsi e il cammino cambia ritmo. Da qui si prosegue sul sentiero 556 in direzione del Rifugio Coldai – Adolfo Sonino, indicato in circa 50 minuti, anche se per noi il tempo reale può risultare un po’ più generoso. Il tratto diventa più ripido: si sale tra radi alberi, pendii erbosi e sezioni più strette, guadagnando quota con ampie svolte.
Man mano che si sale, la vista diventa sempre più ampia. Verso est compare in primo piano il Pelmo, mentre sullo sfondo si riconoscono il Sorapis e l’Antelao. È uno di quei momenti in cui la fatica della salita viene ripagata tutta insieme. L’ultimo tratto, più ghiaioso e ripido, conduce alla teleferica e poi in breve al Rifugio Coldai, a 2135 metri.
Dal rifugio inizia la parte più emozionante dell’escursione. Il sentiero sale dietro la struttura verso Forcella Coldai; poco prima della forcella il fondo richiede attenzione, perché il terriccio può rendere il passaggio scivoloso. Appena raggiunto il valico, appare il Lago Coldai: piccolo, raccolto, luminoso, una vera gemma delle Dolomiti incastonata sotto le pareti del Civetta.
Scendiamo con cautela verso le sue sponde, facendo attenzione alle rocce levigate e al fondo instabile. Il Laghetto Coldai è uno di quei luoghi che meritano una sosta lenta: l’acqua, le rocce chiare, il silenzio dell’alta quota e la presenza imponente del Civetta creano un ambiente davvero speciale.
Proseguendo oltre il lago, saliamo sul versante opposto della valle, passando per il balcone settentrionale affacciato verso Alleghe e il suo lago. Da qui il percorso continua verso Forcella Col Negro, con alcuni saliscendi che preparano al momento più potente dell’intera escursione: l’apertura improvvisa sulla Parete Nord-Ovest del Civetta.
La visione della celebre “Parete delle Pareti” è impressionante. Davanti a noi si alza una muraglia dolomitica verticale, grandiosa, carica di storia alpinistica. È un panorama che non si limita a essere bello: domina, emoziona e racconta la montagna nella sua forma più severa e affascinante. In lontananza si distingue anche il Rifugio Tissi, raggiungibile proseguendo il cammino, ma noi scegliamo di rientrare ripercorrendo l’itinerario verso il lago, il rifugio e infine Malga Pioda.
Un’escursione lunga e appagante, dove la salita da Palafavera diventa solo l’inizio di un crescendo: prima il Rifugio Coldai, poi il lago, infine l’incontro ravvicinato con una delle pareti più leggendarie delle Dolomiti.
Salita effettuata da Federico e Beatrice il 9 agosto 2026
















