Ci sono escursioni che iniziano ancora prima di mettere piede sul sentiero. La salita al Rifugio Boz è una di queste: già l’accesso da Mezzano, entrando nella stretta e suggestiva Val Noana, introduce a un ambiente appartato, verticale e selvaggio, dove la strada si infila tra pareti e scorci quasi da canyon.
Dopo aver superato la diga del lago artificiale e il Rifugio Fonteghi, si prosegue su una strada sempre più stretta, prima asfaltata e poi sterrata, fino al parcheggio per il rifugio. Da qui il cartello indica subito la direzione, ma invece di seguire integralmente la forestale, l’itinerario prende il sentiero 727A, che risale il fianco sinistro orografico della Val Neva.
La salita entra subito nel vivo. Il sentiero guadagna quota con decisione tra abeti e larici, regalando quella bella sensazione di immersione nel bosco che accompagna le escursioni più autentiche. Dopo un primo tratto si intercetta una strada forestale, da seguire per circa un chilometro fino alla località Pinteri, raggiunta dopo circa quaranta minuti dal parcheggio.
Da Pinteri si lascia nuovamente la sterrata e si rientra nel bosco lungo il 727A. Il percorso alterna tratti più dolci a salite più marcate, con alcuni saliscendi che rendono la progressione varia e mai monotona. In questa parte serve però attenzione: le rocce levigate, soprattutto con umidità o acqua, possono diventare molto scivolose e richiedono passo sicuro.
Arrivati alla località Nevette, a circa 1586 metri, il sentiero si ricongiunge alla strada sterrata. Da qui un nuovo tratto ripido porta gradualmente fuori dal bosco, dove il paesaggio cambia respiro: i prati si aprono, la pendenza si addolcisce e davanti agli occhi compare il profilo elegante e potente del Sass de Mura, che domina l’orizzonte e dà alla salita un carattere davvero speciale.
Le ultime rampe conducono ai prati che circondano il rifugio. Poi, quasi come una piccola ricompensa finale, un tratto pianeggiante accompagna fino alla meta: il Rifugio Boz, in una posizione ampia e luminosa, perfetta per fermarsi, guardarsi intorno e assaporare la soddisfazione della salita.
Ad accoglierci, c’è stata anche la gentilezza dei gestori, capaci di rendere la sosta ancora più piacevole con un ottimo panino e con indicazioni preziose sulle cime e sulle escursioni della zona. Una gita che unisce ambiente selvaggio, bosco, scorci dolomitici e quel piacere semplice, ma sempre speciale, di raggiungere un rifugio passo dopo passo.
Escursione effettuata da Federico e Beatrice il 07/06/2026




















