Ci sono luoghi che non hanno bisogno di grandi proclami per restare impressi. Basta arrivarci con il passo giusto, attraversare lentamente il bosco, ascoltare l’acqua che accompagna il sentiero e lasciare che la montagna si apra un poco alla volta. L’escursione al Lago di Costa Brunella e a Forcella Segura, con partenza da Malga Sorgazza, è proprio così: un itinerario che cresce con calma, passando dal verde fitto della Val Malene agli spazi più aperti e severi del Lagorai.
Il punto di partenza si raggiunge salendo dalla Valsugana verso Castel Tesino o Pieve Tesino, seguendo poi le indicazioni per la Val Malene. La strada che entra nella valle è stretta e suggestiva, una lingua d’asfalto che si infila tra i versanti e conduce progressivamente verso la testata della valle. Si supera la deviazione per il campeggio e si continua in direzione di Malga Sorgazza, dove la strada termina in un ampio spiazzo utilizzato come parcheggio. In estate è bene non arrivare troppo tardi: nelle giornate più frequentate, dopo le 8.30, trovare posto può diventare complicato.
Dal parcheggio si sale verso la malga e si imbocca il sentiero CAI/SAT 328, che entra subito nel cuore della Val del Lago. La prima parte dell’escursione ha il fascino tranquillo dei boschi di montagna: abeti alti, ombra fresca, terreno morbido e quella sensazione piacevole di allontanarsi poco alla volta dalla strada e dal rumore. Il sentiero prende quota con continuità, senza strappi eccessivi, accompagnato da tratti umidi e ricchi d’acqua che rendono l’ambiente vivo e verdissimo.
Salendo, il bosco inizia gradualmente a cambiare. Gli abeti si fanno più radi, la luce entra con più decisione tra i rami e il paesaggio si apre verso una montagna meno addomesticata. Il percorso procede con numerosi zig-zag, guadagnando quota in modo regolare fino a lasciare alle spalle la parte più chiusa della valle. Quando si esce dal bosco, l’atmosfera cambia completamente: i prati d’alta quota, gli arbusti bassi e le prime visuali sulle cime regalano la sensazione di essere entrati in un ambiente più ampio, più libero, più autentico.
In questo tratto si incontra il bivio con il sentiero 367, che conduce verso Malga Quarazza. Noi restiamo invece sul sentiero 328, continuando a salire verso il bacino superiore. A poco a poco compaiono anche i tralicci della linea elettrica che raggiunge la zona della diga: un segno evidente della presenza dell’opera idraulica, ma anche un riferimento visivo che accompagna l’avvicinamento al lago. La pendenza, dopo un momento più dolce, torna a farsi più decisa e il sentiero porta fino alla base della diga.
Il passaggio sotto il basamento della diga è uno dei momenti più particolari dell’escursione. Dopo il verde del bosco e i prati aperti, ci si trova improvvisamente davanti a una struttura imponente, inserita in un contesto di rocce, acqua e montagne. Il sentiero la attraversa alla base e poi risale fino alle costruzioni di servizio. È qui che arriva la sorpresa: il Lago di Costa Brunella appare quasi all’improvviso, disteso tra le cime come uno specchio silenzioso.
Il lago è artificiale, ma il suo inserimento nell’ambiente è sorprendentemente armonioso. L’acqua raccoglie i riflessi delle montagne circostanti, le rocce scendono verso le sue rive e tutto intorno si respira una quiete ampia, sospesa. È uno di quei luoghi in cui viene naturale fermarsi, sedersi qualche minuto e lasciar riposare lo sguardo. Il Lago di Costa Brunella meriterebbe già da solo l’intera escursione: non è solo una meta intermedia, ma un vero punto d’arrivo emotivo, capace di ripagare la salita con un panorama semplice e potente.
Dopo una pausa al lago, il percorso prosegue entrando in un ambiente più alto e minerale. Si lascia alle spalle lo specchio d’acqua e si cammina tra zone erbose e grandi massi, con la Cima di Costa Brunella che domina sulla sinistra. Qui il Lagorai mostra un volto diverso: meno boscoso, più aperto, più essenziale. Il passo diventa più attento, il terreno cambia consistenza e il paesaggio assume quel carattere tipico delle quote più alte, dove ogni elemento sembra ridotto all’essenziale: pietra, erba, cielo e silenzio.
La traccia continua verso la zona di Forcella Quarazza, ma poco sotto la forcella si intercetta il sentiero 373, che permette di salire verso Forcella Segura. All’inizio il percorso concede un breve tratto in falsopiano, quasi una pausa prima dell’ultimo sforzo. Poi la salita riprende più netta, superando il dislivello che separa le due forcelle. Non è un tratto lunghissimo, ma si sente: dopo la salita al lago, questi ultimi metri aggiungono fatica e soddisfazione in egual misura.
Arrivare a Forcella Segura dà all’escursione un respiro diverso. Il panorama si apre verso sud e verso nord-est, con lo sguardo che corre in direzione della Val Vendrame. È uno di quei punti in cui vale la pena fermarsi davvero, non solo per riprendere fiato, ma per leggere il paesaggio: le valli che si incrociano, le linee delle creste, la distanza percorsa dal fondovalle fino a qui. La forcella non è soltanto un punto geografico, ma il momento in cui l’itinerario mostra tutta la sua ampiezza.
Da qui, per chi desidera un giro più lungo e ha esperienza, sarebbe possibile proseguire verso Forcella Orsera e poi scendere in direzione della Val Vendrame, rientrando verso Malga Sorgazza con un anello più articolato. In questa escursione, però, la scelta è stata più semplice e lineare: rientrare lungo lo stesso itinerario di salita. Una decisione che permette di ripercorrere con calma i luoghi già attraversati, ritrovando il lago da un’altra prospettiva e godendo nuovamente del passaggio tra pietraie, prati e bosco.
La discesa lungo lo stesso sentiero non è mai banale, perché il paesaggio cambia con la luce e con il punto di vista. Il Lago di Costa Brunella torna a mostrarsi dall’alto e poi si allontana poco alla volta, mentre la diga, i prati e i larici lasciano spazio nuovamente agli abeti della Val del Lago. Rientrare verso il bosco dopo essere stati in quota regala sempre una sensazione particolare: come se la montagna richiudesse lentamente la porta, accompagnando il cammino verso valle.
Nel complesso, questa è un’escursione molto bella e completa, adatta a chi cerca un itinerario panoramico ma non eccessivamente estremo. Richiede comunque abitudine al cammino in montagna, un minimo di allenamento e attenzione nei tratti più alti, soprattutto in presenza di fondo bagnato, neve residua o meteo incerto. La salita è progressiva, l’ambiente cambia spesso e la meta ha un fascino autentico, lontano dalle immagini più scontate.
Il Lago di Costa Brunella è senza dubbio il cuore emotivo dell’itinerario: una piccola perla d’acqua tra le montagne, capace di sorprendere anche chi conosce già il Lagorai. La prosecuzione fino a Forcella Segura aggiunge invece il gusto dell’esplorazione, della quota e dello sguardo ampio sulle valli circostanti. Insieme, lago e forcella costruiscono un’escursione da ricordare: varia, appagante, silenziosa e profondamente montana.
Federico e Beatrice 21 luglio 2024






















